Nel ripensare la mia collezione e nel riprendere la struttura espositiva, secondo quella evoluzione tipica ed antropologicamente definita come accomodamento, ho volutamente tracimato oltre gli argini degli schemi tipici della casella, proiettandomi più al racconto di una storia, piuttosto che al puro effetto espositivo di ogni singolo pezzo. Tutto ciò, s’intende, nel bene e nel male di tale personale scelta.
Mi ha sempre colpito l’aspetto multidisciplinare delle raccolte museali in genere, così come la capacità di dare vita ad un racconto entusiasmante, anche con pochi semplici pezzi (vedi il post "la ricostruzione postbellica nel mio percorso repubblicano"). Nell'abitudine a raccontare le mie scelte collezionistiche ed a raccontarmi attraverso di esse, continuerò ad avvalermi di esempi reali, cercando quel trait d’union tra ciò che, pur non avendo nulla a che fare con la filatelia e le discipline ad essa collegate, può offrire ad un collezionista filatelico uno spunto alla costruzione del proprio percorso espositivo cercando nuove strade, puntando oltre gli orizzonti conosciuti.
Mi ha sempre colpito l’aspetto multidisciplinare delle raccolte museali in genere, così come la capacità di dare vita ad un racconto entusiasmante, anche con pochi semplici pezzi (vedi il post "la ricostruzione postbellica nel mio percorso repubblicano"). Nell'abitudine a raccontare le mie scelte collezionistiche ed a raccontarmi attraverso di esse, continuerò ad avvalermi di esempi reali, cercando quel trait d’union tra ciò che, pur non avendo nulla a che fare con la filatelia e le discipline ad essa collegate, può offrire ad un collezionista filatelico uno spunto alla costruzione del proprio percorso espositivo cercando nuove strade, puntando oltre gli orizzonti conosciuti.
Mi è accaduto di recente di visitare un piccolo museo monotematico tra i monti del Trentino, più precisamente il Museo dell’Orso allestito nel borgo di Spormaggiore, all'interno di una straordinaria area naturalistica del nostro Paese. La Casa dell’orso, così si chiama, è un museo dedicato all'orso bruno, animale simbolo del Parco Naturale Adamello Brenta. Allestimenti multimediali, strumentazioni video e ricostruzioni in dimensioni reali, distribuite in sei sale tematiche, offrono al visitatore la possibilità di conoscere, divertendosi, la biologia del plantigrado e il controverso rapporto che da sempre lo lega all'uomo. Tra plastici multimediali, suoni e giochi di luce, le storie di Masun, Kirka e degli altri orsi trasportati dalla Slovenia, reintrodotti nel nostro territorio, scorrono sui video e sui pannelli rotanti, mentre il visitatore può cimentarsi nel videogioco dedicato alla radiotelemetria.
La scansione del tempo accompagna dunque i mutamenti avvenuti in ogni epoca ed è ancora il francobollo a prendere la parola, questa volta come cronista della storia, facendosi lui, in primis, narratore del suo tempo. Ogni dentello incornicia quindi un fatto, un avvenimento, un momento storico particolare. Perche dunque non utilizzare l'emissione per la settima giornata del francobollo, che riproduce l'asse viario principale della penisola, per incamminarsi in un divertente fuoriprogramma dedicato proprio all'Autostrada del Sole?
Ma ogni francobollo, in quello spessore minimale, nasconde una doppia dimensione. Ciò che i dentelli racchiudono sono talvolta storie multiple, storie nelle storie, sovrapposizioni evocative che mettono in relazione l’epoca di emissione con quella che il bozzetto intende celebrare. Un esempio? Un francobollo però è anche arte, anzi è doppiamente arte. Lo è perché accanto al dentellato che racchiude e quindi mostra, racconta, illustra l’opera d’arte più o meno celebre, c’è anche l’artista che lo ha fatto nascere al bulino, colui che ne ha decretato la genesi impastando la tecnica e la sensibilità che ogni artista miscela dentro di sé. Un’arte che, nel corso degli anni, ha fatta sua anche l’evoluzione tecnologica che ha accompagnato la stampa di ogni valore postale. (parlare di macchine e tecniche, di filigrane e dentellature). Tutto questo per dire che i propri francobolli possono offrirci, quale ideale modalità espositiva, numerose divagazioni per insoliti e differenti fuori programma, grazie a quell'approccio multidisciplinare che da quell'unico francobollo ci consente di spaziare ben oltre l’orizzonte dentellato che ne delimita i fisici confini.
Puoi trovare i link a tutti gli album della mia collezione qui.







L'idea di trattare una collezione alla stregua di un museo, pur se divertente, mi pare un salto visionario oltre convenzioni e convinzioni storiche. Muse e collezione sinonimi o contrari? Vedi sito beni culturali pagina dedicata alle belle arti.
RispondiEliminaGrazie per le osservazioni. Credo di offrire una risposta nel post:
Eliminahttps://territoridicarta.blogspot.it/2017/09/smontare-e-rimontare-come-in-un-museo.html