lunedì 16 luglio 2018

Congiuntamente congiunta

La risistemazione della parte cronologicamente finale del mio impianto collezionistico relativo alla Repubblica Italiana, così come l'inserimento di alcune emissioni congiunte che da tempo attendevano degna collocazione all'interno dei miei album, costituisce imperdibile occasione per fare le solite quattro chiacchiere "da bar". Ma forse anche per cercare di mettere qualche puntino sulle "i", vocale di cui la parola "congiunta" non può fare a meno, posizionandosi la citata vocale proprio al centro dell'aggettivo. Un descrittivo che sovente trova definizioni improprie, talvolta addirittura esondanti dal vero significato filatelico che a tali emissioni si dovrebbe dare.

Le emissione congiunte rappresentano una interessante finestra sul mondo all'interno delle nostre collezioni nazionali

Ma cos'é veramente un'emissione congiunta? A tentare di darne una definizione chiara prova persino il celebre Wikipedia che ne parla come di "un'emissione di francobolli o di altri valori postali concordata fra due o più Paesi per celebrare un personaggio o un avvenimento comune.Queste emissioni servono a sottolineare ed a rafforzare l'amicizia fra i Paesi partecipanti, oltre a far conoscere i propri francobolli ai collezionisti degli altri Paesi", anche se andrebbe aggiunto qualcosa circa la non sempre facile ed immediata reperibilità delle congiunte che un poco cozza con l'ultimo obiettivo così come citato.

Un punto fermo comunque lo abbiamo: per parlare di "congiunta" deve essere presente un atto concordato, una sorta di contratto tra le amministrazioni degli Stati che vi concorrono e quindi tra le entità che in questi Paesi sono deputate all'emissione di carte e valori postali. Si tratta di un elemento di non poco conto, non di una ovvietà, giusto per sconfessare quella parte di commercio filatelico che sovente allarga a macchia d'olio il campo delle congiunte, considerando come tali tutte quelle emissioni che, ad esempio, in occasione di una particolare ricorrenza o celebrazione filatelica, richiamano un medesimo soggetto o dichiarano lo stesso intento celebrativo, appellando quindi come "emissione congiunta" qualcosa che non lo è di fatto, ma che assomiglia più ad un inserto tematico che ad un'emissione "concordata" fra due o più Paesi.

In un recente documento stilato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, intitolato "Linee guida emissione delle carte valori postali" è ribadito con grande chiarezza che "l’Amministrazione nella elaborazione del Programma (filatelico ndr) può prevedere la realizzazione di emissioni congiunte con autorità emittenti estere al fine di favorire i rapporti istituzionali e gli scambi culturali a livello internazionale. A tale riguardo si evidenzia che il MiSE, in qualità di Autorità emittente per lo Stato italiano, è l’unico soggetto titolato ad assumere iniziative ed accordi con  le  autorità  emittenti  estere  in  relazione  alla  realizzazione  di  emissioni congiunte, così come di altre iniziative ufficiali nell'ambito delle carte valori postali e della filatelia".

Non c'è ombra di dubbio che ogni congiunta diventa tale quando siano soddisfatte precise normative

Tanto per fare citare un caso a titolo di esempio, circa i frequenti fraintendimenti tra quanto è ben chiarito a livello di autorità emittenti, cito una delle congiunte che ho da poco collocato all'interno del mio insieme collezionistico: l'emissione dedicata al centenario della Radio emessa nel 1995.

Accompagnata da altre emissioni con il medesimo tema, uscite in periodi precedenti (la stessa Italia dal 1991 al 1994) così come in momenti successivi (ad esempio lo SMOM il 12 ottobre 1995), la congiunta vera e propria, quella emessa il giorno 8 luglio 1995 coinvolgeva cinque Paesi e le relative entità emittenti: Italia, San Marino, Vaticano, Irlanda e Germania. Dunque solo per tali francobolli celebrativi può essere riconosciuto lo status di "congiunta" e non possono quindi godere di tale "riconoscimento giuridico filatelico" le numerose emissioni uscite in tutto il mondo aventi lo stesso obiettivo: celebrare i 100 anni della radio. 

Una bella tematica, certo, ma con una congiunta di soli nove francobolli, alla faccia di chi vorrebbe infilarci dentro emissioni aventi lo stesso intento celebrativo, prodotte da altri Stati tra il 1995 ed il 1996 come, ad esempio, quella finlandese o quella di papua Nuova Guinea.

Solo le emissioni frutto di un accordo tra gli Stati ed i loro enti autorizzati alla stampa di carte valori postali entrano a pieno titolo nei cataloghi filatelici

Appare chiaro che tale elemento fondante, quello di un accordo tra Stati a monte dell'emissione congiunta, diventa il criterio base anche della successiva catalogazione dei valori così emessi. Accordi che non sono affatto scontati, in quanto devono tenere conto di molti fattori che passano dall'interesse collezionistico, dalla tiratura, dalla grafica più o meno concordato e, talvolta, da precise necessità geopolitiche e diplomatiche. 

Nel corso del 2014, ad esempio, tre Paesi hanno assecondato le emissioni che il Vaticano fissava per le emissioni di marzo, firmando altrettante congiunte: l’Italia per la canonizzazione di Giovanni XXIII, la Polonia per quella di Giovanni Paolo II e le Filippine per l’omaggio a Papa Francesco nel secondo anno del suo Pontificato. Manila lavora alla sua proposta di congiunta: un francobollo ed un foglietto. L’immagine fotografica del Papa diventa un francobollo da 40 piso, stampato in piccoli fogli da nove, ma anche un foglietto da 200 piso. In quest’ultimo caso, la carta valore è collocata tra lo stemma nazionale e quello della Santa Sede, presenti sulle bandelle laterali. Accade anche che la "postmaster" di Phl Post (l'ente postale filippino), Josefina Dela Cruz, con al fianco il suo assistente Luis Carlos, vola da Manila sino in piazza San Pietro, così da incontrare Papa Francesco durante l’udienza generale e potergli donare la bozza ufficiale della congiunta. Tutto fatto dunque? Nemmeno a pensarci. Le cronache filateliche, infatti, a pochissimi giorni dal debutto battono la notizia:  l’omaggio annunciato dalle Filippine per papa Francesco uscirà, ma senza il blocco. “Con nostro disappunto, confidano a «Vaccari news» da Manila, la Città del Vaticano non ci ha permesso di emettere il foglietto. E noi onoreremo l’«accordo»”. E già qualcuno a mormorare di un piccolo incidente grafico, forse collegato allo stemma della Santa Sede, presente su una delle due bandelle laterali. La verità sarà poi rivelata come elemento puramente tecnico: il blocco previsto per il 21 marzo avrebbe rappresentato un extra, peraltro non concordato, rispetto al dentello che l’operatore delle Filippine aveva definito con l’Ufficio filatelico e numismatico vaticano, ma l’aspetto più problematico era la bassa tiratura, fissata ad appena cinquemila esemplari, davvero troppo pochi per il potenziale pubblico interessato all'evento ed all'emissione.

L'esempio di cui sopra illustra molto bene come dietro ad ogni emissione congiunta si celino relazioni, talvolta complesse, vera ragnatela di interessi incrociati tra filatelia, necessità postali e diplomazia, in quanto, e sarebbe bene non dimenticarlo mai, il tanto vituperato francobollo  del terzo millennio resta ancora un simbolo ed una espressione di sovranità da parte di quello Stato che ne autorizza l'emissione.

Dietro ad ogni emissione congiunta si celino relazioni, talvolta complesse, vera ragnatela di interessi incrociati tra filatelia, necessità postali e diplomazia


Lo stesso sito Joint Stamp Issues, un web che riunisce numerosi appassionati collezionisti di emissioni congiunte coagulati intorno alla The Joint Stamp Issues Society, offre una chiara definizione di ciò che considera una congiunta, sulla base di un nuovo sistema classificatorio elaborato nel 2003: 
« Un'emissione congiunta può essere definita tale solo quando due o più amministrazioni postali indipendenti raggiungono un accordo per emettere nuovi francobolli o oggetti per uso postale con un argomento comune e li emettono in un intervallo di tempo predefinito. » 
Al contrario dell'ex IPS-JSIC, associazione creata nel 1997 e che aveva statuti ufficiali ed un indirizzo fisico identificato, la JSI funziona come una società filatelica internazionale "virtuale". I collezionisti, che sono sparsi in tutto il mondo, si incontrano fisicamente solo a livello locale, sulla base di scambi di posta personale. Tutte le informazioni sulle problematiche "classificatorie" delle emissioni congiunte sono invece patrimonio comune e sono rese accessibili gratuitamente attraverso il sito Internet. Anche il bollettino informativo trimestrale, pubblicato in precedenza, "Joint Stamp Issues" dell'ex rivista Society [ISSN 1712-8390 (Print) ISSN 1712-8404 (online)], bollettino che aveva raggiunto il numero 39 nel novembre 2007, è ora disponibile anche in formato pdf.

Di particolare interesse, nell'ambito del sistema classificatorio posto in essere dai membri della community che si aggrega nel sito "Joint Stamp Issue" è l'area delle definizioni che, in qualche modo, definisce un sistema classificatorio per ciò che riguarda le emissioni congiunte a livello planetario. 
Riassumendo quanto elaborato dalla letteratura specializzata in fatto di congiunte, cercherò ora di offrire a chi legge una sintesi del sistema di classificazione. 

La tipologia più comune nella sotto-classificazione delle emissioni congiunte è quella definita come emissione congiunta gemella: i francobolli emessi da due o più paesi in occasione di un evento o anniversario comune (o gli altri valori postali che possono essere foglietti, libretti ed interi postali.) sono sono caratterizzati da un disegno comune, a parte la valuta ed il nome del paese, e sono emessi o lo stesso giorno o nel giro di qualche giorno

2007  Germania e Lettonia: Patrimonio mondiale dell'Unesco  - Antiche città della Lega anseatica.


In tempi più recenti, rispetto al passato, forse anche con l'aumento di iniziative volte a favorire le emissioni congiunte, accade che si verifichi l'emissione di un solo francobollo, all'interno di una serie, avente la stessa vignetta, tanto più se i Paesi partecipanti sono più di due. Si tratta comunque e sempre di emissioni congiunte gemelle.

L'emissione congiunta del 23 aprile del 1997 che celebrava il 1000º anniversario della morte di sant'Adalberto da Praga ha coinvolto ben cinque amministrazioni postali. La serie emessa dalla Polonia era composta di tre valori, di cui soltanto uno "gemello" dei valori concordati nella congiunta

Si parla, invece, di congiunta parallela in tutti quei casi in cui la data di emissione è la medesima, ma il design e lo stile del francobollo sono differenti tra di loro. La "Piccola Intesa" fu un sistema di alleanze tra la Cecoslovacchia, il Regno di Romania e quello di Iugoslavia nel periodo tra le due guerre mondiali (1920-1938), che ebbe come scopo principale la difesa dall'irredentismo ungherese.Per celebrare questa unione geopolitica, nel 1937, le poste dei rispettivi paesi emisero una serie di francobolli ciascuna. Il bozzetto era differente per tutti i Paesi, mostrando monumenti architettonici nazionali, ma un piccolo segno grafico composto da tre cerchi ne tradiva la genuinità in quanto ad "emissione congiunta".

Questa del 1937 per celebrare la "Piccola Intesa" è la prima emissione congiunta nota.

L'emissione congiunta gemella non è difficile da identificare, si tratta di francobolli o di altri valori postali identici, fatto salva la valuta ed il nome del Paese. I francobolli delle diverse entità statali sono emessi nello stesso giorno o, al più tardi, nel giro di qualche giorno dalla prima emissione.

Al contrario, quando il design è identico, ma il ritardo nell'emissione dei francobolli di un Paese è superiore a tre giorni rispetto a quella dell'altro o degli altri Stati che vi partecipano, difficilmente i puristi parleranno di una vera e propria emissione congiunta, ma di una emissione concertata o concordata (emission concertée). Le situazioni che si possono verificare sono, ad esempio, la presenza di un bozzetto uguale, ma con forte differenza nella data di emissione, così come una identica data di uscita per un medesimo evento, ma un design differente e nessuna menzione sui francobolli circa una cooperazione filatelico postale. Vero è che che qualora sia disponibile una prova, ad esempio una specifica sul bollettino filatelico o un decreto circa l'atto concordatario, che entrambe le amministrazioni postali abbiano inteso lavorare insieme, sarebbe però difficile escludere tali francobolli dal genere concordatario. Alcuni sistemi classificatori fanno riferimento ad emissioni "ritardate" per casi analoghi a quello sopra descritto, ma mi pare che ciò generi più confusione che altro.
L'emissione gemella dedicata a Colombo ed alla scoperta dell'America con emissioni di Italia, Spagna, Portogallo e Stati Uniti in una serie di 16 francobolli stampati su 6 foglietti

Si entra nel campo delle congiunte siamesi quando i francobolli dei Paesi che hanno stretto un accordo di emissione congiunta decidono di stampare i propri valori postali con la tecnica "se-tenant" o all'interno di uno stesso foglietto. Non è frequente che ciò accada, ma va segnalato uno splendido esempio nell'area italiana: nel 1994 Italia e San Marino, per celebrare insieme il IX centenario della basilica di San Marco hanno emesso una siamese ovvero un bel foglietto contenente un francobollo di Italia e uno di San Marino, ciascuno con facciale da 750 lire e valido solo nel Paese emittente indicato sul singolo valore.

Francobolli della congiunta siamese tra Italia e San Marino emessi sia in fogli da 20 esemplari con 20 chiudilettera, sia in foglietto, accoppiato in tête-bêche. Si può facilmente distinguere il francobollo proveniente da foglietto perché sul retro reca la scritta "valido postalmente solo a San Marino" o "valido postalmente solo in Italia".

In casi assolutamente straordinari estremi ha fatto la sua comparsa la madre di tutte le congiunte: l'emissione unica per i quali è stampato un solo francobollo con i nomi di tutti i paesi coinvolti e con validità d'uso estesa alle unità territoriali che vi sono indicate.

Un buon esempio di emissione unica lo offrono Svizzera e Liechtenstein che nel 1995 per celebrare un accordo bilaterale emettono un unico francobollo valido in entrambi i Paesi.

Non si può parlare di emissione congiunta quando le entità postali o governative emittenti sono solo dipendenze o colonie del principale Paese emittente. Sarebbe, in tal caso, più opportuno parlare di "emissioni comuni". Anche in questa fattispecie esistono però possibili eccezioni: qualora i Paesi dipendenti siano dotati di Amministrazioni postali assolutamente autonome e all'emissione partecipino anche altre nazioni non dipendenti, allora i francobolli così stampati andranno ricollocare in una delle categorie che ho già avuto modo di elencare.
 
Non c'è alcun dubbio, invece, su tutte quelle iniziative postali volte alla emissione di carte valori nate per un evento comune, ma con progettazione e data di emissione diverse, senza alcun accordo tra le parti: non si tratta di emissioni congiunte, ma di emissioni comuni, valide quindi per una eventuale specifica tematica, ma certamente fuori dal contesto di cui stiamo parlando.

Collezionare emissioni congiunte permette di scoprire storie spesso poco note che accomunano più Paesi, temi d’interesse condiviso, rapporti internazionali che, talvolta, corrono sotto traccia o sono riservati agli addetti ai lavori. È importante, quindi, lo sforzo fatto dalla community di "Joint Stamp Issue" di offrire un meccanismo di riferimento e di standardizzazione per chi si occupa e si appassiona alle emissioni congiunte. Su tale sistema classificatorio si è in larga parte basato Richard Zimmermann, ovviamente supportato da altri appassionati (per l’Italia da Enzo Cafaro), per catalogare tutte le cartevalori in argomento, alcune firmate da realtà poco sensibili dal punto di vista dalla comunicazione. È il “Catalogue of joint issues”. L’aggiornamento, targato 2018, è il dodicesimo della serie e comincia da oltre mezzo secolo fa a testimoniare che il settore riserva sempre sorprese interessanti.

Accanto alla copertina del catalogo delle congiunte firmato da Richard Zimmermann, l'immagine del  foglietto emesso il 27 novembre 2015 per Elisabetta II capo del Commonwealth: comprende ventisette francobolli di altrettanti Paesi, più una vignetta.
Un paragrafo particolare, per chiudere questa tutt'altro che esaustiva parentesi sulle emissioni congiunte, va certamente dedicata al giro PostEurop, al pari di altre produzioni simili, come quelle Norden, UPAEP, Sepac. Si tratta di un gran numero di francobolli emesso da un altrettanto corposo numero di Paesi facenti parte di importanti organizzazioni internazionali. Il fatto che gli autori del “Catalogue of joint issues” abbiano deciso di classificarli come emissioni congiunte non significa però che tale opinione sia condivisa nel mondo dei collezionisti che ritiene questo giro un qualcosa di più strutturato ed a sé stante, qualcosa che va oltre una semplice serie cronologica di emissioni congiunte.

L'emissione Europa, conosciuta fino al 1992 anche come Europa-CEPT, è un'emissione annuale di francobolli, con un medesimo soggetto o uno stesso tema, prodotti dai paesi membri della Comunità europea (1956-1959), della CEPT Conferenza Europea di Poste e Telecomunicazioni (1960-1992) e, per finire, di PostEurop dal 1993. PostEurop è l'associazione degli operatori postali pubblici europei, aderenti all'Unione postale universale (UPU), che è nata nel 1993 e conta 52 paesi membri. La prima serie del giro data il 15 settembre 1956, emessa da parte delle amministrazioni postali dei sei paesi aderenti alla CECA, la comunità europea del carbone e dell'acciaio, embrione di quella che diverrà poi l'Europa Unita; i francobolli presentano il medesimo soggetto: una torre in costruzione costituita dalle lettere della parola latina Europa, circondata da un'impalcatura con, sullo sfondo, una sventolante bandiera federalista.


Il fatto che gli autori del “Catalogue of joint issues” abbiano deciso di classificarli come emissioni congiunte non significa però che tale opinione sia condivisa


Altre emissioni simili al giro PostEurop sono quelle del giro Norden (emissione periodica dei paesi del Consiglio nordico, biennale dal 2002 e dal 1956 al 1977 con lo stesso soggetto (gemelle o concordate), dal 1980 in poi con un tema comune ogni volta diverso (parallele); del giro "America" con emissione annuale dei paesi aderenti all'Upaep dal 1989 aventi un tema comune ogni anno diverso (emissioni parallele anche se spesso le date di emissioni di alcuni paesi sono molto differenti) e il giro Sepac con emissione biennale dei paesi aderenti a Sepac, dal 2007 con un tema comune ogni volta diverso (parallele).

Con l'augurio che questo improvvisato ripasso sia apprezzato anche dai più colti di me sulla materia, concludo ricordando che, come per i precedenti album, a loro volta riorganizzati rispetto all'assetto originale ed arricchiti di nuovi valori mancanti, ho provveduto alla digitalizzazione e li ho resi fruibili online attraverso questo blog, secondo la mia personale idea che ogni nostra collezione può trasformarsi un uno straordinario percorso didattico e visuale da condividere.

La mia collezione con un clic!

Bibliografia

  • AA.VV., The Joint Stamp Issues Society, Definition and Classification System , consultato in data 16.07.2017
  • Ministero dello sviluppo economico, "Linee guida per l'emissione di carte vaori postali"
  • Ministero dello sviluppo economico, "Emissione congiunta Vaticano Unità d'Italia"
  • AA.VV., Articoli sulle emissioni congiunte, www.vaccarinews.it, consultato in data 15.07.2018
  • Richard Zimmermann, "Catalogue of joint issues", 2016
  • per una bibliografia più completa ed esustiva sull'argomento clicca qui