domenica 17 maggio 2020

2019: un anno fuori formato

Da sempre ho interpretato il mio modo di collezionare non come una modalità per riempire caselle o taschine vuote, ma come un modello didattico espositivo, dando ai miei reperti dentellati la stessa dignità degli oggetti che, nelle vetrine di un museo, raccontano ai visitatori una storia, alimentano l'immaginazione e la voglia di approfondire. 
Approfondimento: sul tema vedi anche i post:
🔄 Il raccoglitore: antropologia del collezionista
🔄 Passione, feticismo e patologia del collezionismo
🔄 L'accomodatore: la costruzione espositiva
🔄 Smontare e rimontare: come in un museo?
🔄 La guida: una bussola per orientarsi
🔄 Orientarsi nel percorso collezionistico
🔄 Ogni collezione è come un percorso... anche virtuale
Come ho più volte ribadito, le nostre collezioni non possono più restare patrimonio unico individuale di noi raccoglitori, ma devono esondare dagli argini del compiacimento individuale, pena la sopravvivenza della filatelia stessa, e straripare nel mondo circostante. Sta a noi decidere come. L'importante è offrirsi, così come fa normalmente un museo, ad una missione educativa e culturale. Quella di preservare l’integrità degli oggetti come elementi del nostro patrimonio culturale e quella di contribuire alla crescita della società, compito che deve realizzare attraverso la ricerca e la missione educativa. Le funzioni base del museo moderno, così come riportato da una bella tesi di laurea di Marco Peri (vedi bibliografia) sono cinque; le prime tre corrispondono alle funzioni storiche e sono: il recupero, la conservazione e la tutela dei beni culturali. Un po' quello che ogni collezionista che si rispetti fa: ricercare i francobolli che caratterizzano il suo percorso di indagine, adottare le migliori misure per la conservazione e quindi tutelarne l'integrità e la memoria.

Seguono la produzione culturale, che in altre parole è la ricerca scientifica ed ultima, ma non ultima, la trasmissione culturale, vale a dire la divulgazione dei contenuti e delle ricerche svolte dal museo nel quale entra in gioco il ruolo della didattica. Essa è considerata lo strumento principale per garantire al museo un’azione culturalmente incisiva per la società. Non dissimile, se ci pensiamo bene, dall'attività di molti filatelisti che studiano, indagano e ricercano per poi pubblicare o comunque diffondere e condividere le proprie scoperte e le conoscenze acquisite. Credo siano concetti importanti da ribadire, punti focali di un hobby che nel passato ha vissuto la gloria di essere tra i più diffusi ed apprezzati del pianeta, ma che oggi, con la progressiva ed inesorabile dismissione del francobollo quale elemento portante della "posta", sta evolvendosi e subendo una metamorfosi. 

Sono sempre di più i percorsi museali che ricorrono alla filatelia nei loro processi di produzione culturale

L’obiettivo che oggi dobbiamo porci, in quanto collezionisti, è il medesimo del museo. Non possiamo quindi più solo parlare di un semplice recupero o di una inerte conservazione degli oggetti. Quello che facciamo nel cercare di dare un accomodamento logico ai nostri reperti è qualche cosa di più complesso, un insieme di azioni che partendo dal recupero e dalla tutela, tende nel suo insieme ad una utilizzazione del materiale finalizzata ad un intervento di trasmissione culturale, di elaborazione critica e, quindi, di produzione culturale. Lo sto facendo ora scrivendo queste cose, finalizzate al motivare una scelta puramente espositiva che però, ad analizzarla con attenzione, nasconde un progetto divulgativo nemmeno tanto nascosto. Che sia per i propri figli, per i nipoti, per gli amici o per coloro che la collezione la sfoglieranno dal vivo o in digitale, non ha importanza. In quanto elemento di trasmissione di una conoscenza, è una evidente attività di divulgazione culturale.

Non vi stupirete dunque se, innanzi a tale mia placida dichiarazione, ammetto di essere affetta da una sorta di fanatismo per le modalità espositive con cui gestisco i miei francobolli e ogni altro reperto di questi miei territori di carta. Il 2019 è stato per l'area italiana un anno davvero fuori formato, una sorta di prova speciale per le persone come me, in modo particolare per due emissioni che hanno sbeffeggiato i nostri classici fogli formato 270 x 290 (ma anche i più semplici A4), sia per la doppia dimensione che per quella terza dimensione rappresentata dallo spessore.

Per l'idea di un fuori formato ho scelto un'immagine tratta dalla copertina della rivista filatelica "La lente", periodico dedicato agli abbonati alle emissioni delle Poste elvetiche

Ma andiamo con ordine. Il primo fuori formato è rappresentato dall'emissione di Poste Italiane di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “il Patrimonio artistico e culturale italiano” dedicato a Cesare Maccari, nel centenario della scomparsa. Questo pittore di cui non molti conoscono l'opera, è vissuto tra il 9 maggio 1840 ed il 17 aprile 1919. A Roma ottenne l’incarico di professore onorario di pittura all'Accademia di Belle Arti e nel 1875 entrò a far parte della commissione nominata per realizzare il bando pubblico inerente al progetto del Palazzo delle Esposizioni, che fu inaugurato nel 1883. Contemporaneamente fu incaricato di realizzare altre opere, tra cui una rappresentazione destinata all'edificio che adesso accoglie il presidente della Repubblica, ovvero il Quirinale.

L'omaggio filatelico è un francobollo “B”, equivalente all'emissione ad un valore pari a 1,10 euro ed utile per inviare cartoline o lettere di primo porto ordinarie all'interno dell'Italia. Si presenta in confezioni da cinquanta esemplari gommati, mentre la tiratura tocca i cinquecentomila esemplari. La vignetta riproduce un particolare dell’affresco “Cicerone inveisce contro Catilina” e raffigura proprio Cicerone. Fa parte di un ciclo pittorico, realizzato dall'artista tra il 1881 e il 1888, ubicato nella sala Gialla di palazzo Madama, sede del Senato.

Al francobollo, ed ecco l'inghippo, si aggiunge un minifoglio, nella misura extra pari a mm. 324 x 110. Esso contiene due dentelli identici a quello emesso in solitaria, cui si affianca una vignetta senza valore che cita Catilina. Il blocco riproduce l’affresco due volte, in bianco e nero ed a colori. È stato prodotto in cinquantamila copie (quindi impiegando centomila cartevalori). Ma la favola del Maccari, per lo meno quella dentellata, non è finita: il minifoglio è “per la prima volta numerato” ed è inserito anche all'interno di un libretto stampato in trentamila unità; quest'ultimo contiene tutte le immagini dei dipinti realizzati dall'autore e presenti nella sala.

Il minifoglio fuori formato di Cesare Maccari
Per il francobollo a fogli non ci sono stati particolari problemi: era disponibile già dal 15 novembre. Qualche problemino in più lo hanno presentato i cinquantamila minifogli, visto che la limitata disponibilità, in solo qualche sede postale particolarmente fortunata, ha creato non poche ansie facendo lievitare il costo di quel piccolo numero di minifogli nella versione non numerata (sono ventimila) e il cui facciale sarebbe di 2,20 euro, in quanto comprende due francobolli “B” identici, raffiguranti Cicerone. La non facilità di reperimento ha portato alcuni collezionisti a "lanciarsi" sul cofanetto, prodotto in milleduecento pezzi, in vendita ad 80 euro, che, oltre al famigerato minifoglio non numerato, conteneva anche la busta primo giorno, la cartolina, bollettino illustrativo e tessera, oltre alla serie divisionale di nove monete, una delle quali, in argento.





Ammesso di essere riusciti a procurarselo il tanto ambito minifoglio, e badate bene "non piegato", si pone ora il problema di esporlo adeguatamente in collezione. Come conservarlo data la sua misura di mm. 324 x 110? Io ho adottato un sistema autocostruito, ma che trovo ben si sposa con l'insieme della collezione. In primis mi sono procurata una cartellina marca Pigna, serie Monocromo. Si tratta di una cartella in cartoncino monocromatica, dotata di tre lembi e di un dorso di cm. 1,2. Questo la rende ben richiudibile ed inseribile in scaffale al pari delle cartelle filateliche.

Raccoglitore dedicato al minifoglio Maccari
A questo punto ho provveduto ad elaborare una scheda storico filatelica che ho applicato nella parte interna della copertina, a sinistra osservando la cartella aperta. Sulla parte di destra, quella più interna (ove sono presenti i lembi ripiegabili), utilizzando due taschine adesive per foglietti posizionate affiancate, ho creato una tasca di riparo in cui collocare, adeguatamente protetto, il minifoglio. Sotto la tasca così creata una scheda in cartoncino bianco riporta, su un lato, la descrizione del reperto dentellato. L'insieme è una sorta di piccola stanza virtuale, all'interno del mio percorso espositivo, creata per mostrare un reperto che, per le sue particolari dimensioni, meritava uno spazio tutto suo.

Ecco la cartella 803 inserita nella guida alla mia collezione

Ma per chi si muove nell'area italiana, il Maccari fuori misura non è stato l'unica emissione con qualche problemino sull'aspetto espositivo e di collocazione. Tra le varie emissioni, una in particolare datata 11 febbraio ed elaborata dalle Poste di piazza San Pietro, ha creato una certa concitazione: quella dedicata al novantesimo anniversario dei Patti lateranensi. Una ricorrenza "congiunta" ed importante che ricorda quel 1929 in cui l’Italia e la Santa Sede stabilirono formalmente le relazioni bilaterali, la prima interlocutrice riconoscendo l’indipendenza e la sovranità della seconda.

Il tributo vaticano si compone di un francobollo autoadesivo da 1,10 euro con la sala della Conciliazione presso il palazzo del Laterano, dove furono firmati gli accordi e che presenta ancora il tavolo e le sedie originali dell’epoca (questo il francobollo della congiunta con l'Italia). Poi figura la coppia, dovuta ad Orietta Rossi, da 1,10 e 1,15 dedicata a Papa Pio XI, che firmò i Patti, ed all'attuale Pontefice, Francesco. È raccolta in minifoglio con due serie e con, sul lato sinistro, la mappa dello Stato vaticano. Infine, e qui viene il bello, un valore da 8,40 euro per lo stemma. Realizzato dalla Hämmerle & Vogel, risulta in stoffa, ad essere precisi in filato di poliestere e metallo. È stato prodotto in quarantamila pezzi e venduto soltanto in ventimila folder, dal non esiguo costo costo di 28 euro. Ogni contenitore propone francobollo e busta primo giorno.

Sin dal primo momento in tanti si sono domandati come, dal momento che il folder non poteva considerarsi prodotto parallelo alla stregua dei tanti che seguono le emissioni commemorative, lo stesso si sarebbe potuto inserire in collezione. Questo perché, una volta asportato il francobollo in tessuto e la busta FDC per collocarle nei fogli d'album predisposti all'uopo, quel bell'oggetto porporato si sarebbe perduto in qualche cassetto, finendo nell'oblio. L'idea poteva essere quella di replicare quanto ho fatto per il minifoglio Maccari, ma in questo frangente una mano in cambio di 9 euro l'ha offerta Marini che ha editato una pagina in speciale cartoncino stampata con le stesse caratteristiche grafiche di tutti gli Album Marini e corredata di un’innovativa tasca per contenere il folder dedicato al 90° anniversario della Fondazione dello Stato della Città del Vaticano.

Il particolare foglio per il Folder elaborato da Marini

In tal modo è possibile così conservare all'interno dell’album tradizionale, non solo il francobollo e la busta primo giorno, ma anche il folder. Resta da considerare però che, dato lo spessore che equivale a quello di fogli di un'annata, quella cartella a 22 anelli avrà una capienza ridotta rispetto a quella tradizionale, anche in funzione del fatto che l'assetto centrale del folder, pur equilibrando il carico dello spessore, tenderà a far flettere i restanti fogli se la cartella ne dovesse risultare sovraccaricata.

Come sempre si tratta di divagazioni da collezionista, chiacchiere da circolo filatelico d'altri tempi. Ma è pur sempre di filatelia e francobolli che abbiamo parlato e questo, a parer mio, non è mai tempo perso!

La mia collezione
Per visionare in digitale il mio intero percorso collezionistico clicca qui

Bibliografia
➤ Marco Peri, La didattica nel museo tra arte e educazione, Tesi di laurea in lettere
     Anno Accademico 2003/2004
➤ AA.VV., Cicerone inveisce contro Catilina,Vaccarinews, 15 novembre 2019
     (consultato il 10.05.2020);
➤ AA.VV., Capitolo Maccari i chiarimenti,Vaccarinews, 19 novembre 2019
     (consultato il 10.05.2020);
➤ AA.VV., Maccari da piegare,Vaccarinews, 25 novembre 2019
     (consultato il 10.05.2020);

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