Buone dunque le premesse per ridare una nuova vita ad un patrimonio museale, l’attuale Museo storico della comunicazione, che oggi giace inanimato a Roma, nel quartiere EUR, ospitato nei sotterranei del palazzo delle Poste, in uno spazio concesso in comodato d’uso gratuito con scadenza al 2017. E badate bene che non parliamo di una piccola raccolta museale, oggi visitabile solo previo appuntamento. Parliamo di 78 mila pezzi di marcofilia, oltre quattromila documenti di archivio, tremila oggetti di storia postale e quasi un milione di reperti filatelici. Materiale degno di uno dei musei postali più grandi d’Europa, fondato nel 1878 e diretto da Emilio Diena nel suo più antico esordio. Tale citazione è d’obbligo per fare luce su come, a differenza di molti altri Paesi, che hanno saputo valorizzare al massimo il proprio patrimonio postale e filatelico attraverso straordinari e sempre nuovi percorsi museali, dando quindi impulso al collezionismo stesso, l’Italia abbia preferito l’oblio per le proprie raccolte, con unica eccezione del Museo Postale e telegrafico della Mitteleuropa aperto al pubblico nella bella città di Trieste sin dal 1997.
Delle modalità con cui ho inteso dare vita "pubblica"alla mia collezione ho già ampiamente disquisito nei miei precedenti post, nella pagina di questo blog dedicata alla costruzione del mio percorso espositivo e nella guida alla mia collezione. Ragione per cui mi limiterò ad illustrare, cercando di dare risposta ai quesiti circa la elaborazione virtuale dei miei album, le fasi di lavoro che trasformano i miei reperti da cartacei a digitali, offrendo in tal modo la possibilità di osservarli in rete e sfogliarli pagina dopo pagina. Lo farò in modo semplice, ricordando a chi mi legge che la rete è piena di esempi di mostre o di percorsi espositivi virtuali e che l'odierna tecnologia consente ad ognuno di studiare e realizzare anche soluzioni più complesse od appaganti in termini visivi.
Detto ciò, vorrei però tornare alla pratica, offrendo una semplice e didascalica sequenza delle modalità con cui ho personalmente reso digitali i miei album, dando vita ad un percorso virtuale consultabile dalla pagina di questo blog dedicato alla mia collezione.
La digitalizzazione può avvenire ottenendo un file direttamente in formato pdf, lo consentono infatti quasi tutte le applicazioni che abbiamo sul nostro personal computer, comprese le utility che normalmente viaggiano in allegato alle marche più diffuse di stampanti dotate di scanner o di sistemi di scansione domestica, quelli che, per l'appunto, operano su formati massimi A4. Possiamo stabilire sin da subito che, per l'utilizzo che andremo a fare delle pagine così scansionate, ha poco senso utilizzare una definizione superiore a 300 dpi. Anzi, vale comunque il suggerimento che conviene lavorare a tale definizione e, qualora il prodotto finale assemblato risultasse di un volume eccessivo, utilizzare solo successivamente alcune semplici utility per ridimensionarlo, perdendo così il meno possibile in termini di qualità e nitidezza.
Per la scansione dei fogli a 32 anelli (il cui formato in millimetri è pari a 270 x 290) non è possibile utilizzare un tradizionale scanner domestico, il cui massimo formato è di norma quello A4 (nulla vieta che, anche per la scansione di pagine in formato A4, si possa utilizzare il medesimo sistema). Si può fare quindi ricorso a due differenti soluzioni.
La prima è rapidissima: utilizzare una fotocopiatrice che consenta di salvare su una chiavetta USB le scansioni effettuate, invece di stamparle come normalmente si usa fare con tali sistemi di copia. Oggi buona parte delle fotocopiatrici di medio livello è dotata di questa opzione e l'ampia superficie di scansione, che supporta formati sino al grandissimo A3, rende velocissimo digitalizzare i nostri fogli di album. Inutile ricordare che le scansioni devono essere effettuate manualmente, non utilizzando in modo assoluto alcun sistema di caricamento automatico dell'originale che potrebbe danneggiare irrimediabilmente i nostri francobolli. Benché ogni modello di fotocopiatrice utilizzi un proprio software integrato, ho potuto rilevare che le modalità sono molto somiglianti e consentono di impostare: il formato personalizzato (270 x 290), il tipo file con cui salvare la scansione sulla pennetta (nel nostro caso è preferibile il solito pdf, ma si potrebbe optare anche per un formato immagine come jpg da trasformare, solo successivamente in pdf), la possibilità di salvare ogni pagina scansionata come un singolo file o la possibilità di gestire in un unico file pdf un'intera sequenza di pagine elaborate una dopo l'altra. Per quest'ultima opzione si deve tenere in conto che creare una cartella per ogni album che contenga un file per ogni pagina scansionata, renderà più semplice ogni possibile sostituzione a seguire di pagine che, per intervenuti aggiornamenti o per l'inserimento di un francobollo mancante, saranno nuovamente scansionate. Questa è l'opzione che ho preferito.
In caso contrario, ovvero qualora si scelga la creazione di un unico file con tutte le pagine in sequenza, si dovrà mettere in conto che, per la sostituzione di una pagina soggetta ad una revisione, sarà necessario ricorrere ad una delle tante utility, in gran parte gratuite, dedicate alla manipolazione dei pdf (ad esempio Pdf24). Tali programmi consentono infatti di rielaborare con facilità intere pubblicazioni in formato pdf, spostando pagine al loro interno, inserendone di nuove o eliminandone di inutili od obsolete.
Se non si dispone di una fotocopiatrice, ma soltanto di un normale sistema di scansione domestica in formato A4 non perdetevi d'animo. La seconda opzione, più domestica, richiede un poco più di perizia e maggiore tempo a disposizione. I risultati possono comunque essere di buona qualità e nulla togliere al prodotto finale. Le pagine a 32 anelli potranno essere scansionate in due tempi: posizionate la pagina verticalmente rispetto al piano orizzontale di scansione ed effettuate la prima scansione, ruotate poi la pagina completamente ed effettuate una seconda scansione. La parte da scansionare dovrà guardare la superficie di lavoro del nostro scanner A4. Entrambe le scansioni così effettuate andranno salvate in formato immagine (jpg o jpeg) con una definizione di almeno 300 dpi. In tal modo otterremo due immagini, ciascuna riproducente metà pagina del nostro foglio d'album (in verità qualcosa di più di una metà). Ora sarà sufficiente mettersi innanzi al proprio computer e, utilizzando un semplice software di gestione immagini, ricomporre le due metà, ricostruendo la pagina nella sua interezza. Per essere il più precisi possibile è però conveniente creare una matrice di base con le dimensioni reali della pagina (270 x 290) e ridimensionare poi sulla stessa, in modo il più accurato possibile, le porzioni di immagine prelevate dalle nostre due scansioni. Il risultato ottenuto costituirà la perfetta riproduzione del nostro foglio album che, a questo punto, potrà essere salvata in formato pdf.
Indipendentemente dalla strada che si è scelto, il nostro album, foglio dopo foglio, è stato digitalizzato, ovvero dalla sua struttura cartacea si è trasformato in una serie di file pdf. Il suggerimento è di creare per ogni album una cartella nel nostro computer e, all'interno di questa, salvare le pagine corrispondenti, meglio se nominate con una sequenza ordinabile (ad esempio: pagina 001, pagina 002, pagina 003, ...), logica con cui sarà più semplice e veloce effettuare il successivo compattamento, ovvero l'unione di tutte le pagine in un unico file pdf, una sorta di album virtuale a tutti gli effetti.
Per riunire le singole pagine in un unico definitivo file pdf, è sufficiente procurarsi una delle tante utility disponibili in rete per la elaborazione del formato pdf. Tali applicazioni consentono, infatti, di generare un unico file dalla fusione delle singole pagine, ma anche di rielaborare a posteriori il prodotto così composto, ridimensionandolo adeguatamente, in base alla definizione che si intende ottenere (è sufficiente il livello ebook o web), così da poterlo poi gestire, nell'ultima fase di lavoro, attraverso i servizi online che ci consentiranno di rendere il nostro album sfogliabile e consultabile sulla rete. Non dobbiamo infatti dimenticare che tali servizi consentono di caricare file grandi al massimo 100 MB ciascuno.












































